Quante volte mi sono chiesta come coltivare le orchidee in casa quando ero davvero alle prime armi! All’epoca compravo solo orchidee al supermercato che erano praticamente deleritti condannate a morte in partenza… e mi colpevolizzavo pure perchè mi sfiorivano e morivano nel giro di qualche settimana! In realtà non sapevo ancora che la colpa non era mia e semplicemente non sapevo riconoscere un’orchidea sana! Anzi, se ti fa piacere approfondire questo argomento scrivimelo in un commento e lo affronterò in uno dei prossimi articoli! Oggi invece voglio parlarti della mia specie preferita, il Paphiopedilum, conosciuta soprattutto col nome generico di “scarpetta di Venere“. Questa bellissima orchidea è difficile da coltivare?

Come coltivare le orchidee in casa: cosa è importante sapere?

Partiamo da un presupposto: non tutte le case e non tutte le latitudini sono adatte a coltivare tutte le specie di orchidee. Tuttavia il Paphiopedilum non ha esigenze così particolari da sentirmi di sconsigliartelo se sei alle prime armi, ci vuole solo un pochino di attenzione. Per prima cosa rispondi a queste domande:

  • Qual è la temperatura massima che ho in casa in inverno? E in estate?
  • Qual è la temperatura minima che ho in casa in inverno? E in estate?
  • Ho finestre orientate ad Est? E a Sud?
  • Ho ambienti luminosi in cui poter collocare le orchidee?
  • Casa mia ha un’aria secca o umida? Ci sono stanze più umide? E stanze più secche?

Come avrai intuito, per capire se casa tua è adatta alla coltivazione delle stupende scarpette di Venere devi per prima cosa tenere conto della temperatura e della luce, anche se non tutti i paphiopedilum sono uguali e hanno le stesse esigenze!

Il Paphiopedilum è un’orchidea simpodiale che si riproduce quindi per lo sviluppo di un nuovo getto “a fianco” di quello già esistente che in natura crescono principalmente nel terreno o tra le fessure delle rocce. Per questo rispetto ad esempio alla Phalaenopsis od alla Vanda, che sono specie epifite abituate ad aggrapparsi alla corteccia degli alberi a radici nude, necessitano di meno nutrimento perchè trovano già nel substrato la stragrande maggioranza di quello di cui hanno bisogno per crescere. Questo ovviamente se abbiamo l’accortezza di dargli un substrato idoneo. Cambio il substrato di tutte le mie orchidee ogni due anni, ingrandendo anche leggermente il vaso. Il vaso comunque deve sempre essere giusto, pertanto tenete il più possibile le radici a contatto con il bordo ed utilizzate un vaso trasparente in modo da potere controllare le radici. Le radici dei Paphiopedilum sono grosse, marroni e pelose e devono essere sempre umide o muoiono con grande facilità. Per questo ho visto che sono da preferire gli ambienti umidi e soffrono principalmente in estate.

Come coltivare le orchidee: il substrato per i paphiopedilum

Dopo alcuni anni di coltivazione ho fatto la mia “ricetta” di substrato che applico ormai a tutti i miei Paphiopedilum e di cui sono molto orgogliosa:

  • 3 cucchiai di bark tritato finemente, praticamente polvere
  • 3 cucchiai di bark a pezzatura piccola
  • 1 cucchiaio di bark a pezzatura media
  • 2 cucchiaio di agriperlite
  • 1 cucchiaio di gusci tritati (io adoro le cozze e le ostriche quindi utilizzo principalmente quelli)

Mai, e sottolineo mai, avvicinare i Paphiopedilum con lo sfagno o con la torba acida di sfagno perchè a loro piace un ambiente basico. Anche l’acqua va benissimo quella del rubinetto a temperatura ambiente, meglio se ricca di calcare.

Come coltivare le orchidee: attenzione al concime!

Per la mia esperienza niente ammazza i Paphiopedilum peggio del concime. Ho perso uno splendido esemplare di Paphiopedilum vincolor proprio per una involontaria concimazione sbagliata: ho usato il concime degli acquari invece di quello delle orchidee… così imparo a curar le mie bimbe la sera quando sono stanca! Quindi ti consiglio di usare 1/10 della dose consigliata del tuo concime ad ogni bagnatura.

Quanto alla luce, i Paphiopedilum sono generalmente meno esigenti rispetto ad altre specie: i risultati migliori li ho ottenuti tenendole molto vicine ad una portafinestra orientata ad est. Se a casa hai solo finestre orientate a sud o a ovest tienile sempre vicine (mai oltre gli 80 cm dalla fonte di luce), ma semplicemente “in seconda fila” rispetto ad altre orchidee. Hanno meno bisogno di luce è vero, ma se ne dai troppo poca non ti fioriranno mai: evita per questo le finestre a nord o sotto portici o con tende davanti, tranne in piena estate.

Possiamo dividere idealmente i Paphiopedilum in due gruppi: con le foglie scure, macchiate e setose o con le foglie chiare, uniformi e lucide. Tra quest’ultimo gruppo abbiamo altri due sottogruppi: i Paphiopedilum a fioritura singola e i Paphiopedilum a fioritura multipla. I Paphiopedilum con le foglie scure, macchiate e setose necessitano di meno luce e più caldo (18-26 °C) rispetto a quelli con le foglie chiare lucide e uniformi (16-22 °C). 

In generale, a meno che tu non disponga dell’aria condizionata, se vivi al centro-sud Italia ti sconsiglio i Paphiopedilum con le foglie chiare e uniformi.

Per favorire la fioritura, con il cambio di stagione, lasciale circa 2/3 settimane “al freddo”, ovvero aspetta ad accendere il riscaldamento nella stanza dove le tieni abitualmente. A seconda delle specie fioriscono ogni anno o ogni paio d’anni.

Nella foto sotto il mio bellissimo Paphiopedilum vincolor alla sua prima fioritura, quando perse il fiore perché troppo grosso e pesante (avevo utilizzato il tutore, poi ho imparato che è meglio lasciarli crescere al naturale!)

Abiti al Centro-Sud Italia? Questi Paphiopedilum sono perfetti per te! E anche se abiti al Nord Italia in zone con temperature più miti (io ad esempio vivo sul Lago d’Iseo). Mi sento di sconsigliarteli se vivi ad alta quota.

Paphiopedilum Maudie Vincolor

16,50

Disponibile

Paphiopedilum Maudie

16,50

Disponibile

Abiti al Nord Italia o comunque in collina o in montagna? Ecco i Paphiopedilum che ti consiglio di comprare!

Paphiopedilum Pinocchio

21,00

Disponibile

Spero di cuore che questo articolo ti sia stato utile e ti sia piaciuto!

A presto,

Chiara

P.S. Se vuoi approfondire ulteriormente questa specie consulta la pagina dedicata ai Paphiopedilum su WikiPedia!